Symbol grounding
transfer con reti neurali ibride: Implicazioni per i modelli
di vita artificiale
Thomas Riga
Università di
Genova e
thomasriga@yahoo.com
1. Il problema
L’interpretabilità semantica è di
grande importanza per la modellazione di sistemi cognitivi.
Infatti questo è stato il tema centrale
Questo problema
Il modello qui
presentato implementa un sistema cognitivo autonomo, immune al problema
2. Un’architettura neurale ibrida
Il presente modello
implementa reti neurali composte da due moduli e una retina. Esso consiste in
un’estensione
I Self Organising Maps sono il
risultato di un algoritmo di quantizzazione vettoriale che genera una
“mappatura” dallo spazio multi-dimensionale, in cui sono definiti gli stimoli,
ad una matrice bidimensionale in cui viene espresso il grado di similarità
degli stimoli. Il primo modulo costruisce in questo modo autonomamente una
matrice di attivazione
in cui viene espresso l’ordine intrinseco dell’insieme degli
stimoli.
Il secondo modulo
riceve, insieme alla matrice di attivazione
3. Un
apprendimento incrementale
L’apprendimento avviene in modo incrementale: le reti
affrontano durante tre fasi compiti sempre più
difficili basandosi sulle rappresentazioni emerse nella fase precedente. Per
realizzare ciò usiamo reti in cui il modulo
supervisionato contiene uno strato nascosto in cui le rappresentazioni per
varie chiavi di classificazione sono localizzate in zone diverse permettendo
cosí la ricombinazione di costituenti elementari discreti in altri di più alto
livello.
Le reti acquisiscono nella prima fase
dell’apprendimento categorie per gli stimoli presentati sulla
retina attraverso un processo non supervisionato che utilizza i Self
Organising Maps. Le reti generano una matrice in cui viene espresso il
grado di similarità degli stimoli e che quindi contiene implicitamente una divisione in
categorie.
Durante la seconda fase viene appreso un collegato tra le rappresentazioni dell’input retinico,
contenute nel modulo non supervisionato, e gli stimoli simbolici in input e
output al secondo modulo. Questi stimoli simbolici
corrispondono ai nomi delle categorie apprese dalle reti nella prima fase.
Come algoritmo di apprendimento viene utilizzato la Backpropagation: i
pesi
Le reti ricevono durante la
terza fase esclusivamente input simbolici, proposizioni contenenti i simboli
appresi nella seconda fase, che descrivono categorie di stimoli mai presentati
prima. In questo modo vengono definiti simboli nuovi senza
avere un’esperienza diretta dei referenti. Il grounding
dei simboli che costituiscono queste proposizioni, acquisito nella seconda
fase, viene trasferito ai simboli che denotano le categorie nuove attraverso un
processo di grounding transfer. Attraverso questo processo anche i
simboli nuovi, appresi esclusivamente da descrizioni simboliche, acquisiscono un grounding nell’esperienza
Nell’ultima fase della
simulazione vengono presentati per la prima
4. Il set
degli stimoli
Nella prima fase presentiamo alle reti immagini di
oggetti con colori e forme diverse. Le reti imparano durante
questa fase l’ordine intrinseco dell’insieme degli stimoli e costruiscono
rappresentazioni in modo non supervisionato. Nella seconda fase vengono
presentati insieme a queste immagini anche stimoli simbolici: di ogni oggetto
viene dato il nome
Oltre a definire simboli che denotano oggetti già
recepiti si presentano anche descrizioni di oggetti mai proiettati sulla retina. Per esempio, se presentiamo immagini di
quadrati rossi e blu, triangoli verdi e rossi
escludendo quadrati verdi e triangoli di colore blu, forniremo comunque
descrizioni simboliche della forma “quadrato + verde = SOD”, nonostante non
siano mai state proiettate immagini di quadrati verdi.
Dopo la terza fase presentiamo per la prima
5. Integrazione col paradigma della vita artificiale
Nel paradigma embodied, come in quello di vita
artificiale, la cognizione non è spiegata solamente attraverso processi
simbolici e il processo di grounding fisico dei
simboli dipende dall’esperienza corporea dell’agente e dalla sua interazione
con l’ambiente (Brooks, 1991). Questa impostazione è soddisfacente per lo
studio di funzioni cognitive di basso livello come la percezione attiva ed il coordinamento sensomotorio (Pfeifer e Scheier, 1999).
Solo recentemente l’approccio è stato esteso a modelli di funzioni cognitive
basati su abilità simboliche come il linguaggio
(Cangelosi & Parisi, 2002).
Nel campo della robotica
situata buoni risultati sono stati ottenuti con Steels (2001), che costruisce
robot che imparano un linguaggio simbolico e grounded attraverso giochi
linguistici. L’accento viene posto sul fatto che il
linguaggio emerge come parte di una situazione interattiva specifica. Vogt
(2000), seguendo un approccio simile, definisce i
simboli come collegamenti strutturali tra la realtà e l’attivazione
sensomotoria derivante dall’interazione tra agente e ambiente e modella
l’emergenza di questi collegamenti usando agenti robotici che giocano giochi
linguistici adattivi. Sia Steels che
Vogt enfatizzano il fatto che le funzioni cognitive
sono embodied attraverso l’esperienza corporea
Questi studi evidenziano che un
sistema multi-agente situata e embodied permette di studiare aspetti
Bibliografia
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